Libri: 40 anni di ciclismo nei ricordi di Davide Boifava       
Si è svolta stamane a Rezzato, nella splendida cornice di Villa Fenaroli, la presentazione del libro «Da Merckx a Pantani, oltre 40 anni di ciclismo visti attraverso gli occhi di Davide Boifava», scritto dal giornalista di Tuttosport Beppe Conti.
«Davide – ha spiegato l’autore – ha debuttato tra i professionisti in uno dei momenti più alti della storia del ciclismo, quando in gruppo c’era gente come Merckx, Gimondi, Anquetil, Poulidor, Balmamion e tanti altri. Il nostro è stato un lavoro lungo e difficile, soprattutto perché far parlare Boifava non è facile. Ma il vero capolavoro l’ha fatto lui, scavando nella sua memoria e riportando alla luce tanti episodi di una carriera lunghissima. Come quando, nel Trofeo Baracchi del 1969, fece piangere Eddy Merckx: il Cannibale era reduce da una caduta e non era in condizione, a metà gara su una salitella ridicola andò in crisi e costrinse Davide a rallentare la sua marcia e a perdere la corsa. Subito dopo il traguardo. il grande Eddy si appoggiò ad una transenna e pianse…».
Tanti i corridori portati al successo dal Boifava tecnico: tra gli altri Battaglin, Bontempi, Roche, Visentini, Chiappucci (grandissimo: atteso come ospite e raggiunto al telefono ha confessato: «Sono in bicicletta, pensavo che l’incontro ci fosse stasera…») e Pantani.
Tanti gli aneddoti, dicevamo: dalla Vuelta e dal Giro vinti in 45 giorni da Battaglin nel 1981, alle imprese di Chiappucci alla Sanremo e al Tour, all’alleanza fra Indurain e Bugno proprio per far perdere il Diablo.
Molto toccante il ricordo dedicato da Boifava a Pantani e all’idea che il tecnico bresciano si è fatto della tragedia di Marco.
«Voglio ringraziare un maestro come Giorgio Albani, la famiglia Prandelli che mi ha permesso di diventare direttore sportivo, la famiglia Tacchella, Romano Cenni e ricordo tutti gli amici che ho perso e che avrei voluto avere oggi qui accanto a me» ha detto Boifava con la voce evidentemente rotta dall’emozione.
Durante la presentazione, del Boifava ciclista, tecnico ma soprattutto uomo hanno parlato la firma storica del Giornale di Brescia Enrico Moreschi, Giorgio Albani («Carriera incisiva, la sua, caratterizzata dall’intelligenza. Ricordo che nel 1976 quando chiuse la Molteni mi volle come direttore tecnico alla Inoxpran, ma ci restai poco: mi bastarono 2-3 mesi per capire che non avevo più nulla da insegnargli»), don Riccardo, oggi 90 anni ben portati, che mise in bicicletta per la prima volta il piccolo Davide, il presidente della Provincia di Brescia Alberto Cavalli («celebriamo oggi la storia bella di un bresciano grande»).
Tra i tanti intervenuti, Ghirotto, Bordonali, Dancelli, Battaglin, Perini, Martinelli, il tecnico di vanessa Ferrari Casella, il tecnico di calcio Vincenzo Guerini e tanti amici.

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