INTERVISTA A MATTEO MONTAGUTI, VINCITORE DELLA 87^ TARGA D’ORO CITTÀ DI LEGNANO
  Legnano (MI)
1 mag 2007

Intervista a Matteo Montaguti dopo la vittoria della 87^ TARGA D’ORO CITTÀ DI LEGNANO, gara condotta sempre all’attacco sin dai primi chilometri.

Matteo, la sua carta di identità…

Sono nato il 6 gennaio 1984 e abito a La Meldola in provincia di Forlì.

Da quando “corre”?

Ho cominciato a gareggiare tra i Giovanissimi, esattamente nella categoria G1 con la maglia della Società Sportiva “SCAT di Forlì”. Sono rimasto in questa Società fino alla categoria G3 e dai G4 fino alla categoria Esordienti, ho gareggiato con la “Forlivese”. Passato tra gli allievi, mi sono tesserato con la “Forti e Liberi”, sempre di Forlì dove sono rimasto fino alla categoria Juniores.

Quante vittorie ha conseguito?

Fino alla categoria Juniores ho conseguito una quarantina di vittorie, però, quasi tutte tra i giovanissimi fino agli allievi, tra gli juniores su strada, tantissimi piazzamenti.Arriviamo ai dilettanti…

Le prime tre stagioni, senza vittorie, le ho fatte con la “Eternedile” di Bologna che poi ha cessato l’attività e sono stato tesserato dalla Gavardo, società per la quale gareggio da due stagioni.

Sono arrivate le prime vittorie?

Sì, due vittorie nel 2006, una a Parma e l’altra proprio a Gavardo. Questa dunque è la mia terza vittoria da quando sono dilettante.

Matteo, a me risulta che ha indossato anche, e più volte, la maglia Tricolore…

E’ vero, sono stato campione d’Italia nella specialità “Individuale a punti” nel 2005.

Ho avuto l’onore di indossare la prestigiosa maglia “Biancorossoverde” in altre due stagioni, nel 2000 quale componente del quartetto (Emilia-Romagna), vincitore del Campionato Italiano Inseguimento a Squadre categoria Allievi e, lo stesso titolo, l’ho vinto nel 2002 nella categoria Juniores, sempre con la squadra della mia Regione.

Oltre al “Tricolore”, ha indossato anche la maglia Azzurra?

In molte occasioni, molte volte su pista ma anche su strada, con alcune convocazione in stage e ritiri.

L’ultima convocazione in Azzurro?

Nello scorso mese di marzo, a Palma de Mallorca.

Allora la pista fa bene?

Male non di certo. Io sono appassionato e frequento con piacere i tondini, ovunque ne abbia l’occasione. Oggi ho fatto una bella volata, grazie anche alle impostazioni imparate in pista.

Ma è anche uno stradista piuttosto completo…

Sì diciamo di sì, in salita mi difendo, qualche volata la faccio bene, sul passo non stò sulle ruote.

Sa di avere vinto una corsa di grosso prestigio?

Diciamo che me ne sono accorto da quando sono arrivato a Legnano ed ho visto il Presidente Di Rocco, il signor Amedeo Colombo, sua moglie, la signora Caterina che poi ho scoperto essere la presidentessa della Legnanese sia alla partenza, dove ha fatto da Starter, sia all’arrivo e in fase di premiazioni dove mi ha dato un buffetto sulle guance che io ho ricambiato con tanta cordialità. Poi per la tantissima gente che ho visto sul percorso e nel circuito finale che passava per il centro di questa bella città di Legnano, con tutta la sua storia legata al ciclismo, alla squadra di Coppi, Bartali, Binda e tanti altri e al carroccio con tutta la sua Storia.

Montaguti, il suo curriculum scolastico?

Ho conseguito il Diploma presso il Liceo Scientifico ed ora frequento il quarto anno presso la facoltà di Farmacia dell’Università di Bologna dove conto di laurearmi nel prossimo anno Accademico.

Matteo, a chi dedica questa vittoria?

La dedico a tutti, e per tutti intendo in primis i miei compagni di squadra, i Dirigenti della Gavardo-Tecmor e tutti gli sportivi bresciani che ci seguono con affetto come i miei genitori Nadia e Gilberto, che mi sono sempre stati vicini in tutti questi anni (e sono quasi 20) di attività sportiva.

Concludiamo l’intervista a Matteo, un ragazzo che tutti i genitori vorrebbero come figlio, educato, gentile, con dei programmi in testa molto sensati. Auguroni da parte di tutti noi, di Ciclonet.it e anche da parte mia, in questo caso, non solo come giornalista ma anche come vicepresidente della US Legnanese, perciò, in primis, anche a nome della nostra Presidentessa, signora Caterina Palmieri Colombo.

A cura di Vito Bernardi

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